giovedì 3 novembre 2011

Torna in Chianti: Chianti d'Autunno e Quinto Quarto


Una scala appoggiata al fusto dell’albero, una rete distesa a terra pronta ad accogliere l’abbraccio delle olive. Tra la trasparenze delle chiome, si celano mani forti e sicure. Sono quelle degli agricoltori che mentre pettinano i rami già intuiscono il profumo, il colore, il gusto, ansiosi di saggiare gli esiti della raccolta. E’ una dolce nenia per i produttori e le famiglie che abitano nelle terre del Chianti: il fruscio delle fronde risuona tra i campi precedendo di pochi attimi quello delle olive che si staccano dai rami e acquistano forza mentre piovono a terra, una terra che da subito le fa sentire in buone mani.

In autunno è questa la storia che si racconta e si manifesta nel Chianti, è questa l’immagine che ricorre, la tradizione che si rispetta in una terra che sente forte il legame con i propri prodotti. Un colore indefinito che fa prevalere il nero intriso di sfumature violacee è il segno inconfondibile della cronaca di una raccolta annunciata: quella delle olive e dell’olio ‘bono’ che verrà. Attinge a questa realtà, oltre che ai colori e ai profumi dell’Autunno, la manifestazione “Chianti d’Autunno” che per la sesta edizione, dal 4 al 13 novembre, si propone di promuovere il territorio guardando oltre gli orizzonti estivi. Una kermesse di area che mira a valorizzare il patrimonio Chianti sul piano paesaggistico, storico-artistico e gastronomico attraverso un programma di eventi di ampio respiro che mette insieme e fonde idee, energie, eccellenze e produzioni locali tipiche del Chianti fiorentino e senese.
Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti, San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa sono i Comuni che superano i confini amministrativi per mettere in piedi un viaggio di sola andata alla scoperta delle radici, delle identità, delle potenzialità dei loro territori in un periodo generalmente non vocato ai grandi flussi turistici. Luoghi, percorsi, tradizioni, saperi e gusto: la realtà aumentata del Chianti si potrà vivere attraverso un’azione multipla e integrata, con un lancio promozionale di alto profilo, volto non solo ad allungare la stagione turistica ma a coinvolgere il mondo economico locale e soprattutto mettere in primo piano l’olio, il prodotto Olio Dop Chianti Classico e la sua filiera produttiva.

Chianti d’Autunno”, con la sua identità rurale e un pensiero fisso sulla la qualità della vita in campagna, torna ad attrarre cittadini e turisti come  generatrice di eventi. Dal 4 al 13 novembre una ventina gli appuntamenti confezionati nelle terre del Gallo Nero dai Comuni di Barberino, Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Radda, San Casciano e Tavarnelle, con il sostegno della Regione Toscana, le Province di Firenze e Siena, il contributo di Chianti Banca e Consorzio del Chianti Classico. “A macchia d’olio”: è questo il titolo che contraddistingue l’edizione 2011 di “Chianti d’Autunno”. Un’espressione che denota la centralità del prodotto olivicolo come elemento ispiratore delle principali iniziative della manifestazione. La scelta del tema dell’olio coincide con la collocazione temporale della rassegna e nasce dall’esigenza di rilanciare con forza un prodotto ancora poco conosciuto e apprezzato nelle sue qualità organolettiche. Un prodotto che, vista la concorrenza internazionale, i costi elevati di produzione, sta vivendo un momento di oggettiva difficoltà sul piano commerciale e produttivo. Un importante obiettivo della manifestazione è dunque quello di scongiurare, attraverso un ricco programma di iniziative culturali ed enogastronomiche, il rischio che intere olivete, simboli su cui si fonda l’immagine del Chianti nota in tutto il mondo, vengano abbandonate con le ricadute che ciò comporterebbe sul piano paesaggistico e ambientale.
Altra anima di Chianti d’Autunno è “Quinto Quarto e dintorni”, percorso enogastronomico realizzato con il coinvolgimento di oltre sessanta ristoratori chiantigiani. La particolarità di questa iniziativa è legata alla rete di menù creata per l’occasione dagli chef degli otto comuni; piatti della tradizione tipica toscana a prezzi che oscillano tra i 18 e i 50 euro.

Il ventaglio delle proposte confezionate da “Chianti d’Autunno” è ampio e diversificato: dal convegno sul prodotto olio e i temi legati all’agricoltura sostenibile alle dimostrazioni di antichi mestieri, dalle degustazioni alle visite guidate presso i siti archeologici, dagli eventi teatrali e letterari alle esibizioni musicali, dalle escursioni naturalistiche attraverso luoghi inesplorati al concorso popolare di poesia. Ecco tutti gli appuntamenti, data per data.
Il ricco cartellone di “Chianti d’Autunno” si apre a Tavarnelle  nel segno della musica. Il gruppo chiantigiano Les Arnò si esibirà in un concerto il 4 novembre alle ore 21,30 presso il Cinema Teatro Filarmonica di San Donato in Poggio. In quell’occasione sarà lanciato il concorso per la produzione di video multimediali, promosso da “Radio Chianti” e “20 in Chianti”. Info: opificiochianti@gmail.com.
Il 5 novembre, dalle 10 alle 17,30, Tavarnelle ospita presso il Palazzo Torrigiani la sesta edizione della mostra mercato “Olio Sapiens. Storia, saperi e sapori dell’olio bono”. Degustazioni, workshop, attività informative, con il coinvolgimento di esperti e produttori, si mescolano a originali spazi ed eventi dedicati alla moda. Altri due importanti appuntamenti arricchiscono la seconda giornata della manifestazione. Il “Premio Letterario Chianti” ha il suo momento clou con il conferimento della cittadinanza emerita allo scrittore Andrea Camilleri. L’evento si terrà il 5 novembre a Greve in Chianti  presso il Castello Verrazzano alle ore 11.
A San Casciano  “Chianti d’Autunno” è soprattutto riscoperta del territorio e delle antiche tradizioni artigianali. “Passeggiar nel Chianti” (5 novembre, ore 10,30 e 14,30, percorso pedociclabile lungo Pesa) propone itinerari, accompagnati da guide ambientali, finalizzati a conoscere paesaggi e luoghi inesplorati della Val di Pesa. Altra iniziativa proposta dal Comune di San Casciano è “I saperi del Chianti” volta ad offrire la possibilità di conoscere gli artigiani del territorio attraverso un ciclo di incontri al museo di San Casciano (5, 6 e 12 novembre, ore 17) e assistere ad alcune dimostrazioni di tecniche di lavorazione utilizzate per la realizzazione delle opere d’arte custodite nel museo.
Il Comune di Gaiole in Chianti parteciperà al cartellone di eventi con L’Eroica Running, una manifestazione podistica (6 novembre ore 8 - Giardini Pubblici). Tante le possibilità per tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa e trascorrere una domenica alla scoperta delle bellezze paesaggistiche del territorio: un’Ultramaratona di 65 km; una Maratona di 42 km e una non competitiva di 15 km. Per i più piccoli, invece, sarà possibile partecipare ad una passeggiata ludico-motoria di 6 km o di 1 Km.
Sull’olio. Oro del Mediterraneo dall’antichità ad oggi” è il titolo della mostra in programma a Castellina in Chianti che sarà inaugurata con un seminario (6 novembre ore 17.30 - Museo Archeologico del Chianti senese) a cui parteciperanno Giuseppina Carlotta Cianferoni della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Regione Toscana e Andrea Ciacci e Andrea Zifferero, docenti presso l’Università degli Studi di Siena. Con la mostra e il seminario gli organizzatori intendono proporre un excursus storico sulle tecniche di produzione e le modalità di fruizione dell’olio nelle civiltà antiche, fino ai nostri giorni. Dopo il seminario sarà possibile degustare l’olio novo grazie alla partecipazione del Consorzio DOP Olio Chianti Classico.
L’8 e il 9 novembre un doppio appuntamento teatrale a San Casciano: il teatro Niccolini inaugura il proprio cartellone con un’anteprima regionale: “L'abissina – paesaggio con figure” di Ugo Chiti, interpretato da Isa Danieli e la compagnia Arca Azzurra Teatro. “Paesaggio con figure” è la prima pietra di quell’edificio drammaturgico che Ugo Chiti ha costruito intorno alla sua Arca Azzurra per raccontare attraverso il microcosmo rurale toscano un paesaggio ben più vasto, quello della storia del nostro intero paese nel corso di tutto il secolo scorso fino ad approdare agli anni duemila.
La kermesse prosegue l’11 novembre con un altro allestimento di qualità: “Il leggendario carro dell’Unità”. Lo spettacolo, interpretato da Beatrice Visibelli per la regia di Nicola Zavagli, farà tappa al teatro di San Donato in Poggio (Tavarnelle, ore 21,30); Greve invece mette in primo piano il Museo del Vino, protagonista di una visita guidata e degustazioni di prodotti locali (11 novembre, ore 18).
Sabato 12 è di scena Gaiole in Chianti con uno degli appuntamenti di punta di “Chianti d’Autunno”: il un convegno (ore 9.30 - ex Cantine Ricasoli) dedicato al tema centrale della kermesse: “L’olio e l’olivo nel Chianti. Una storia di valore, un legame da riscoprire. Gli impegni delle Istituzioni e degli Operatori per un futuro possibile”. Si affronteranno i temi legati alla filiera olivicola – olearia quali: la tutela paesaggistica e la sostenibilità ambientale; la tracciabilità del prodotto ed il rapporto con il consumatore in termini di sicurezza e qualità alimentare e le possibili forme di sostegno degli Enti Locali e della ristorazione locale agli operatori del settore. Dopo il convegno sarà possibile degustare l’olio novo grazie alla partecipazione del Consorzio DOP Olio Chianti Classico.
Le origini etrusche del Chianti, invece, saranno le protagoniste dell’iniziativa che vede coinvolti insieme i Comuni di Greve in Chianti, Radda in Chianti e Castellina in Chianti. E’ in programma (sabato 12 novembre ore 9 - Piazza Bucciarelli a Panzano) un tour in bicicletta di 4 ore attraverso i territori di questi suggestivi comuni e di alcune delle bellezze del Chianti. Durante l’appuntamento ciclistico sarà possibile anche visitare la Pieve di S. Leolino, il sito archeologico di Poggio alla Croce a Radda e, insieme alla cooperativa A.R.A., il tumulo di Montecalvario e il Museo Archeologico del Chianti Senese a Castellina. Dopo la piacevole fatica, inoltre, ai ciclisti sarà offerto un piccolo momento di ristoro con bruschetta all’olio nuovo, presso il Museo di Castellina.
Il Comune di Castelnuovo Berardenga dà il via al suo ricco programma di eventi autunnali con le votazioni dei cittadini e la mostra della settima edizione del concorso popolare di poesia “Arena letteraria Uliverso” (dal 12 al 17 novembre ore 17 - Pinella) che decreteranno la voce lirica vincitrice nel corso della cerimonia di premiazione (20 novembre ore 16.30 - circolo Arci di Pianella). All’olio, ai frantoi e i prodotti locali è dedicata un’intera settimana di iniziative in occasione della Festa dell’Olio Novo, con visite guidate, degustazioni e incontri a cura dell’Associazione Filarmonica di Pianella (dall’11 al 20 novembre ore 16.30 - circolo Arci di Pianella). L’olivo, pianta regina di questa manifestazione, è protagonista anche dell’iniziativa di Autunno al Museo che propone visite guidate alla scoperta del rapporto fra le colture di olivo e il paesaggio chiantigiano (12 e 13 novembre ore 10-13 - Museo del Paesaggio). “Frantoio in Jazz” è l’evento che Greve propone il 12 novembre alle ore 18 presso il frantoio Pruneti (San Polo in Chianti). La musica di Sheila Raman abbinata all’olio nuovo e prelibatezze culinarie tipiche chiantigiane.  
Chianti d’Autunno” chiude i battenti il 13 novembre. A Tavarnelle piazza Matteotti accende i riflettori sulle auto storiche incorniciando la manifestazione sportivo-amatoriale “La seconda rondina d’Autunno”, mentre Radda in Chianti propone “Un filo d’olio, un filo di storia” (ore 15-19 – ex Carceri, Palazzo del Podestà), evento dedicato alla degustazione di vino e di olio “novo” e ad una visita guidata cura del prof. Maurizio Carnasciali.

Siamo lieti di presentare questa manifestazione  - dichiarano gli organizzatori - per rinnovare e condividere ancora una volta la volontà collettiva di promozione e riscoperta del territorio. Far parte dell’anima corale di Chianti d’Autunno significa varare per la sesta edizione una sinergica rete culturale intessuta da otto comuni della provincia senese e fiorentina con l’obiettivo di riaffermare l’identità e l’appartenenza ad un territorio omogeneo, unitario, compatto. Un territorio che travalica le logiche campanilistiche per proporsi, con rinnovata energia, come terra da riscoprire e valorizzare. Uno degli aspetti salienti di Chianti d’Autunno è la sua pluralità, la capacità di coinvolgere gli attori del territorio partendo dal basso. E’ questa la spinta che va in direzione di un consapevole rilancio della tradizione culinaria toscana attraverso la creazione del circuito enogastronomico del “Quinto Quarto e dintorni”. Insomma un viaggio trasversale che passa dai profili delle colline e giunge ai luoghi della storia, alle tavole dei ristoranti locali dove si sancisce il legame tra territorio e prodotti di eccellenza”.


Il programma nel dettaglio è disponibile on line. Chianti d’Autunno anche su Facebook.

Nadia Fondelli

martedì 25 ottobre 2011

Oroleum 2011 a Seggiano fra cortometraggi e olio d'oliva

A Seggiano la seconda parte della I edizione di Oroleum, corso e concorso internazionale che valorizza il cultivar dell’olivo attraverso i cortometraggi.
Dal 29 al 30 ottobre, Seggiano diventa capitale dell’olio con la seconda parte di OROLEUM 2011 evento, corso e concorso internazionale di cortometraggi dedicato alla filiera produttiva dell’olio, ideato dall’ Associazione Palladium Productions, con il Patrocinio del Comune di Seggiano, della Provincia di Grosseto e della Regione Toscana.
Seggiano è situata nel mezzo dello splendido scenario della Val d'Orcia, patrimonio dell'Unesco, con il suo classico paesaggio toscano immerso fra gli olivi. Un esempio di borgo medievale italiano che diventa tutt'uno con il paesaggio ed i suoi prodotti, in particolare l'olio d'oliva, sono la diretta conseguenza di questo legame con il territorio.
Oroleum di Ottobre sarà parte finale della manifestazione svoltasi dal 10 al 12 giugno che ha riscosso gran successo di pubblico. Una rassegna cinematografica sull'olio, degustazioni di prodotti tipici del territorio, spettacoli di tango argentino che hanno animato le piazze del paese.
Dal 29 al 30 Ottobre, Oroleum premierà il miglior cortometraggio sulla filiera dell'olio – osserva Barbara Cannata, Presidente dell'Associazione Palladium Productions - l'idea di questa manifestazione è incidere sulla pellicola testimonianze di un mondo agricolo e contadino che in altre zone del mondo è oggi scomparso. Fissare le immagini, rievocarle, registrare testimonianze di vita vissuta, ricercare nella memoria storica dei propri parenti, ritrovare il calore ed il colore dei gesti e delle parole è lo scopo di questo concorso.”
Oroleum è una manifestazione che unisce adulti e più giovani alla cultura del territorio e della filiera produttiva dell'olio. Il corso ha predisposto una serie di incontri da Aprile fino ad Ottobre con ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori di Seggiano e Arcidosso.
Gli incontri di tecniche cinematografiche sono stati tenuti dalla regista Gloria Pera, di Mediateca Regionale Toscana. I ragazzi di tre scuole (Scuola Elementare "I. Tamburelli" di Seggiano, la Scuola Media "Giosuè Carducci" di Arcidosso; l'Istituto Professionale "Leonardo da Vinci" di Arcidosso) sono stati poi loro stessi attori del corto “Sinfonia nell'Uliveto”.
Il cortometraggio sara’ presentato dagli stessi ragazzi del corso propedeutico il 30 ottobre alle ore 16 presso l'ex Palazzo Comunale di Seggiano. Seguira’ la premiazione con la consegna dei premi ai ragazzi da parte delle Autorità e la proiezione del filmato. La due giorni Oroleum sarà anche contornata da una serie di iniziative importanti, fra queste, l'esposizione permanente dei disegni realizzati dal pubblico che ha partecipato alla prima parte di Oroleum, dal titolo “Pittori nell'Uliveto” e da appuntamenti organizzati dal Comune di Seggiano.
Ulteriori info:
http://www.oroleum.it

Nadia Fondelli

lunedì 24 ottobre 2011

Academia Barilla premia il cinema in cucina

E’ stato presentato il Premio Academia Barilla 2012 destinato ai cortometraggi che interpretano al meglio il tema “Storie di cucina – A tavola con la promozione, lo sviluppo e la difesa dei valori culinari italiani”.

Il premio “Storie di cucina”, giunto alla settima edizione, intende promuovere, attraverso il cinema, lo sviluppo e la difesa dei valori più caratteristici della tradizione gastronomica italiana. È organizzato con la collaborazione del Comune di Parma, dell'Università degli Studi di Parma e del FestivalMondo piccolo cinematografico”. Ha il patrocinio della Camera di Commercio di Parma e dei Musei del Cibo della provincia di Parma.

“Il cinema ci ha regalato negli anni molte immagini che hanno fatto la storia della cultura gastronomica italiana e internazionale”, afferma Gianluigi Zenti, direttore di Academia Barilla. “Per questa ragione riteniamo che sia importante continuare a sostenere la produzione di nuove opere cinematografiche che valorizzino creativamente la tradizione e i valori della cucina italiana nel mondo”.

A febbraio, inoltre, la serata di premiazione sarà un connubio di piacere tra cinema, gusto e olfatto grazie alla complicità creativa degli chef di Academia Barilla. Il pubblico, infatti, potrà degustare dal vivo alcune ricette ispirate ai cortometraggi vincitori.

Il Premio Academia Barilla “Storie di cucina” è stato istituito per diffondere la conoscenza e promuovere la cultura gastronomica italiana e delle singole aree geografiche attraverso il cortometraggio cinematografico, sia a carattere documentaristico sia in forma di breve fiction. La presentazione di preparazioni gastronomiche, di usi, costumi e tradizioni legate al mondo della cucina, di prodotti tipici d'eccellenza o di temi legati all'alimentazione italiana rientra negli obiettivi del premio. Partecipando al Premio, si chiede agli autori e ai registi di sostenere e promuovere la mission di Academia Barilla per la valorizzazione della cultura gastronomica italiana.
L’iscrizione è gratuita: la scheda d’iscrizione, compilata in tutte le sue parti e firmata, dovrà essere corredata, pena l'esclusione, da tre copie del filmato in DVD, e da biografia, filmografia dell’Autore e sinossi del film stampate su carta, sempre in triplice copia.

Possono partecipare al concorso soltanto film terminati dopo il 31 Dicembre 2002.
La loro durata non dovrà superare i 18 minuti compresi i titoli di testa e di coda.
I Filmakers partecipanti possono inviare più opere, senza limitazione numerica.
Il materiale deve pervenire entro la scadenza del 20 gennaio 2012 al seguente indirizzo:

ACADEMIA BARILLA “Progetto Cinema”

Largo Calamandrei 3/a – 43100 Parma – I

Tel. ++39-0521 264060

E-mail: info@academiabarilla.it                       
Web: http://www.academiabarilla.it -  digitare Premio cinema Academia Barilla x scaricare il Regolamento e    la Scheda di partecipazione
Quest’anno i filmati ammessi, potranno essere visionati in anteprima dal 14 al 26 febbraio sul sito web di Academia Barilla, nella sezione “Premio Cinema” e votati direttamente da tutti i navigatori. La selezione popolare permetterà al film più votato di ottenere una specifica menzione.

La Giuria è Presieduta da Gianluigi Zenti (Direttore di Academia Barilla)

Membri: Andrea Zanlari (Presidente Camera di Commercio di Parma), Filiberto Molossi (Critico cinematografico), Giancarlo Gonizzi (Curatore Biblioteca gastronomica Academia Barilla), Giampaolo Mora (Presidente Musei del Cibo della provincia di Parma), Andrea Grignaffini (Enogastronomo), Matteo Barbacini, (Centro Cinema “Lino Ventura” di Parma), Rosangela Marchelli (Scienze dell'Alimentazione, Università degli Studi di Parma), Giorgio Orlandini (Accademia Italiana della Cucina), Mario Grazia (Chef di Academia Barilla). Direzione Artistica: Virginio Dall’Aglio (Festival “Mondo Piccolo Cinematografico”), Giovanni Martinelli (Regista).
I premi sono i seguenti:

1° Classificato € 1.500,00

2° Classificato € 1.000,00

3° Classificato     500,00
A tutti i vincitori verrà consegnata anche una confezione di prodotti gastronomici di Academia Barilla.

Nadia Fondelli


Nuova location per: A tavola con GolaGustando

Serate in compagnia di cibi e vini della tradizione italiana, alla riscoperta dei sapori perduti.
E' iniziato lo scorso sabato 22 il ciclo autunno/inverno 2011 delle serate organizzate e condotte da Marco Marucelli, giornalista enogastronomico e direttore della Guida GolaGustando e della rivista periodica MeteGustose News, presso il Ristorante Afrodite dell’Hotel Apollo di Viareggio  (www.hotelapolloversilia.it ). 
Ogni cena proposta è legata ad un tema trainante ed ogni portata abbinata a dei vini rappresentativi di territori italiani vocati, appositamente selezionati, che saranno “raccontati” dal conduttore della serata, insieme a notizie sull’azienda agricola che sul territorio, affiancando in molti casi anche un rappresentante  dell’azienda vinicola abbinata.
Una cena raccontata che potrà così esaltare il gusto ed i sapori, la storia e gli abbinamenti enoici che verranno di volta in volta presentati.
Il menù di ogni serata prevede: un antipasto, un primo piatto, un secondo piatto con contorno ed un dessert ognuno dei quali sarà abbinato ad una proposta enologica.

Le cene sono tutte con una disponibilità limitata di posti e quindi è consigliata la prenotazione (riservare telefonando al n. 05841840440).
Gli iscritti alla newsletter e gli amici di GolaGustando che presenteranno al momento del loro arrivo ed a seguito della prenotazione una copia della presente avranno diritto al prezzo ridotto di 30 euro (anziché 35 euro). 


Ecco i prossimi appuntamenti: 

Sabato 5 novembre 2011
“I Signori della Montagna” (Farro e Castagna in compagnia dello squisito cinghiale)

Sabato 3 dicembre 2011
“Il Giallo nel piatto” (La nutriente polenta in alcune delle sue gustose interpretazioni)

Sabato 17 dicembre 2011“Cena prima di Natale nel Maso Altoatesino” (così si aspettano le Festività in Alto Adige)

Sabato 29 gennaio 2012
“Il Riso in tavola” (Il cereale a tutto pasto)

E se infine volete approfittare di queste gustose cene per godervi un weekend di relax in Versilia (fatta salva la disponibilità) sarà possibile alloggiare presso l’Hotel Apollo al costo di 30 euro a persona se in camera doppia o di euro 25 a persona se in camera tripla. (compresa la prima colazione della domenica)

mercoledì 12 ottobre 2011

A Prato a tavola con Lazio e Campania


"Piatto Volante" è il nome di questa serie di appuntamenti che ripartono in ottobre e riservati a cuochi, provetti, aspiranti e dilettanti.
Il prossimo appuntamento, il primo della stagione è per venerdì 21 ottobre alle ore 20,30 quando la Cantina di Prato in Via Francesco Ferrucci 172/C ospiterà, al lume di candela, gli appassionati della buona cucina.

Piatto volante è la celebre “Coda alla vaccinara” romana cucina per l'ccasione da Dora Donarelli che farà assaggiare anche l'altra tipicità laziale:  “Impanata di lenticchie”.

Una serata che si preannuncia ricca e varia di sapori Laziali, ma anche Campani perché fra le proposte dolci trionfa su tutto sua maestà la Pastiera napoletana di Lucrezia Barca.

Il menù completo che vi attende è:
Tagliere di antipasti - salumi  e crostini
Impanata di lenticchie - coda alla vaccinara con patate. 
Pastiera napoletana - Pan di fichi secchi con vini e vinsanto del Montalbano.
 
Per Partecipare cbasta prenotare allo 0574 578046 entro il 20 ottobre 
Prezzo: 20 €

Nadia Fondelli

Quando cibo e vino rappresentano l'Italia migliore

Bruno Gambacorta è giornalista televisivo e autore di una delle rubriche più seguite del Tg2, quella Eat Parade che tutti i venerdì, da tredici anni, ci coinvolge con storie e tradizioni dell’enogastronomia italiana.
Nel corso della sua lunga carriera  ha raccolto migliaia di interviste, incontrato personaggi tra i più curiosi, interessanti, originali, svelato piccoli-grandi mondi, vissuto passioni. Un patrimonio di umanità e di cultura che ha condiviso ogni settimana con milioni di telespettatori.
Ma a volte i tempi televisivi limitano le possibilità di approfondimento. Ecco che per testimoniare in modo più ampio e appropriato le sue esperienze Bruno Gambacorta ha deciso di fissarle su carta e ha scritto un libro. Ripercorrendo l’intera penisola ha selezionato, faticosamente, 35 fra le tante storie scovate in questi tredici anni di ricerche per le sue trasmissioni. Ognuna delle regioni italiane è rappresentata almeno con un racconto, con una ricetta, con una scoperta.
Quindi un libro sull’Italia di oggi in cui il cibo e il vino sono il “taglio giornalistico” per dare uno spaccato della nostra società, quella a volte meno conosciuta, meno glamour e meno strillata, ma di certo non meno importante: sapremo così cosa lega i detenuti di Bollate con i coltivatori di limoni di Sorrento; la storia del Principe collezionista d’arte e gli ex-tossicodipendenti di San Patrignano e Mondo X; quella del docente esperto di formaggi siciliani, del direttore di reti televisive diventato olivicoltore.
Vedremo come cibo e vino, sempre loro, sono ciò che ragazzi appassionati e coraggiosi, con l’aiuto di Don Ciotti e di Libera stanno ricavando dalle terre del sud sequestrate alla mafia. A rischio della loro vita, per una vita migliore.
Così come fagioli e peperoni, pecorini e Aglianico sono diventati un fattore di identità, un baluardo contro l’invadenza dell’oro nero in Basilicata -che negli ultimi decenni invece della delinquenza ha avuto in sorte il petrolio.
In questo libro Bruno Gambacorta ha selezionato una raccolta di ricette -sono più di settanta- tutte d’autore, alcune semplicissime e folgoranti, altre più complesse e sontuose, per poter apprezzare al meglio i frutti della terra e l’ingegno dell’uomo che li sa trasformare.
In alcune sezioni come quella del “Saper fare” descrive un artigianato raffinatissimo come la “mozzarella perfetta” e il culatello verdiano, i salumi di pecora sardi e i risi storici del nord Italia. In altre, come la sezione “Far sapere” individua le esperienze più originali e geniali di comunicazione in campo enogastronomico: da “Cantine aperte” ai “Musei del cibo”, dal “Couscous clan” ad “Adotta una pecora”. E poi, una testimonianza sulle grandi storie corali come il salvataggio degli ulivi millenari della Puglia o la resistenza civile dei ristoratori aquilani alla morte del loro centro storico.
E per finire il libro, per dare una indicazione concreta a chi volesse saperne di più, l’autore ha composto un’appendice per conoscere i protagonisti, i luoghi e i prodotti della nostra Italia migliore, quella legata alla terra e alle tradizioni, a vite fatte di passione e di tanta fatica. E chissà che, in un periodo come quello che stiamo vivendo, tornare un po’ con i piedi per terra non possa essere un primo passo per tornare ad un futuro più sereno.

Bruno Gambacorta “Eat Parade - Alla scoperta di personaggi, storie, prodotti e ricette fuori dal comune
edito da RaiEri e Vallardi , prezzo  Euro 15,90  
In tutte le librerie 

Nadia Fondelli

martedì 4 ottobre 2011

Siena: un convegno per parlare degli ultimi 1o anni di ristorazione


Dove va la ristorazione italiana? Quali cambiamenti, se ci sono stati, hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni a tavola.
E’ certo che la ristorazione italiana abbia subito dei cambiamenti negli ultimi dieci anni e chissà cosa succederà in quelli futuri...
A questi ed altri quesiti proverà a trovare risposta, martedì 4 ottobre il convegno “2002-2011, Dieci anni di ristorazione in Italia”, promosso da Confesercenti e Camera di Commercio di Siena, Ebn e Fiepet.
Dalle ore 15, nell’Auditorium Confesercenti di Viale Europa a Siena, le diverse categorie coinvolte dal tema (ristoratori, legislatori, osservatori del mercato del lavoro, consumatori, giornalisti, etc…) diranno la loro attraverso autorevoli voci del contesto locale, regionale e nazionale. Ai saluti di Fiepet e Amministrazione Provinciale seguirà la presentazione di un’indagine, condotta dal Centro Studi Turistici di Firenze, sul cambiamento dell’offerta e dei consumi nel settore.

Poi, tre sessioni di approfondimento:
”Cos’è cambiato intorno alla tavola” (con Cristina Scaletti, Assessore al Turismo Regione Toscana; Rosario Trefiletti, Presidente Nazionale Federconsumatori; Esmeralda Giampaoli, Presidente nazionale Fiepet; Giorgio Ambrosioni e e Antonio Vargiu, Presidente e Vice di EBN),

“Ristorazione e innovazione, dai fornelli alla rete” (con Sonia Pallai, responsabile Turismo Confesercenti Siena; Stefania Pianigiani, autrice del blog “La finestra di Stefania”; Giampiero Cito, direttore creativo agenzia Milc, web designer MangiareaSiena.it) e infine

“Il cuoco-stella, croce e delizia della tavola contemporanea”, che alternerà esperienze prestigiose della ristorazione dal Nord, Centro e Sud Italia: Anna Claudia Grossi, amministratore delegato del Ristorante Il Canto di Siena (inserito nei The World’s 50 Best Restaurants 2011) e le stelle Michelin Enzo De Prà (chef del Ristorante Dolada - Pieve D’Alpago), Sara Conforti (Il Vicario - Certaldo) e Teodosio Buongiorno (Già Sotto L’Arco – Brindisi). Massimo Guasconi, Presidente della Camera di Commercio di Siena e Franco Ceccuzzi, Sindaco di Siena porteranno una testimonianza sul tema “io e la tavola” come prologo alle prime due sessioni.

L’occasione di una riflessione di lungo periodo su com’è cambiato il modo di mangiare fuori casa arriva in concomitanza con il decennale di Girogustando che dal 2002 mette in relazione cuochi senesi e colleghi provenienti dal resto d’Italia e vede fra i relatori una delle nostre redattrici esperte di gastronomia per eccellenza: Stefania Pianigiani che siamo ben felici ci rappresenti.

Il convegno del 4 ottobre sarà aperto al pubblico, fino ad esaurimento posti. Per ulteriori informazioni scrivere a info@confesercenti.siena.it.

venerdì 30 settembre 2011

Secondo tuffo nella storia gastronomica a Villa Le Maschere


Dopo il successo di pubblico e critica del primo appuntamento di due settimane fa, torna sabato 1 ottobre nello splendido scenario della Sala Gerini del gioiello rinascimentale mugellano di Villa Le Maschere, oggi adibito a prestigioso resort, la grande novità gastronomica della stagione autunnale condotta da Elisa Marianini.
“Alla prima” di due sabati fa è stata esplorata in maniera divulgativa e coinvolgente l'epoca medievale a tavola con i suoi gusti dolci e forti capitanati dalla leggendaria Carabaccia che poi, con Caterina de'Medici sposa al re di Francia, diventerà più leggera e raffinata col nome di soupe d'onion. Era l'epoca delle novelle del Boccaccio e del Sacchetti che scrivevano le loro odi mentre nell'arte si affermava il genio innovativo e prospettico di Giotto che si lasciava così alle spalle l'arte bizantina per anticipare il Rinascimento che adesso, al desco di Villa Le Maschere, rivivrà proprio in tutto lo sfarzo dell'epopea medicea che ha posto Firenze al centro dell'universo con i grandi banchetti che davano prestigio e facevano tremare d'invidia i potenti del mondo mentre si affermavano i geni di Brunelleschi, Leonardo e Michelangelo tanto per fare solo alcuni nomi.
Un banchetto a sorpresa con una coreografia ed una musica appropriate per tornare a vivere quelle atmosfere uniche e i sapori forti di un epoca in cui a tavola predominava la carne e la cacciagione e in sui si affacciavano i prodotti giunti dalle nuove terre d'America vi aspetta quindi a Villa Le Maschere
L'home chef Fabio Danzo e il professionale staff di sala accompagneranno gli astanti in un viaggio a 360 gradi dove il cibo si afferma ancora come volano delle epoche e della cultura.
“Cibo, arte e cultura” questo il nome di questa serie di appuntamenti che proseguirà poi con il suo insolito stimolante viaggio a ritroso nella memoria culinaria con “La cucina artusiana” il 22 ottobre e si concluderà, siamo certi a sorpresa, con l'estro de “La cucina futurista” il 5 novembre.
Da non perdere per il gastronauta in cerca di novità e qualità.
50,00 euro a persona il costo della serata, con prenotazione obbligatoria al tel. 055847432

Nadia Fondelli

Boccaccesca: un week end, anzi due di grandi prodotti

Ottobre come ormai da consolidata tradizione apre ogni anno a Certaldo con Boccaccesca la stagione autunnale. Una manifestazione giovane, ma già affermata grazie allo spirito innovativo di valorizzazione del territorio e delle eccellenze gastronomiche che da sempre la caratterizzata.
Una creatura di Claudia Palmieri entrata fin da subito nel calendario dei grandi eventi di Toscana del food e wine e dallo scorso anno proprietà del comune di Certaldo a conferma di quanto di buono è stato fatto in questi tredici anni.
L’edizione 2011 di Boccaccesca però è quella delle novità perché la Palmieri in veste di direttore artistico si conferma personalità istrionica, passionale e coraggiosa nell’affrontare in chiave piacevole e inedita i temi legati alla grande tradizione.
Ecco che così i due primi week end di ottobre (1, 2 e 8,9) diventano tematici con giornate uniche che ancora di più sproneranno il pubblico a salire nel meraviglioso borgo di Certaldo alto tanto caro al Boccaccio.
Un’edizione rivoltata come un calzino “per non annoiarmi e non annoiare” afferma convinta la Palmieri che quest’anno per la prima volta, apre “ufficialmente” anche ai bambini intorno al cui mondo ruoterà la prima giornata di sabato 1 ottobre nella convinzione che una buona cultura ed educazione nel mangiare e dal bere deve partire formando i consumatori del domani.
Una giornata che, in chiave giocosa che condurrà i piccoli nel fantastico mondo dei prodotti tipici e del cibo di qualità attraverso la formula del far provare con mano l’arte della cucina.
A disposizione alcuni “piccoli grandi chef” che insieme alla spontaneità dei loro coetanei viaggeranno nel mondo delle fiabe e del cibo cucinando ad esempio i biscotti con la nonna di Cappuccetto Rosso, preparando la merenda in compagnia di Alice e la pappa al pomodoro con Giamburrasca; costruiranno poi la casetta di Hansel e Gretel con Andrea Bianchini uno dei migliori cioccolatieri d’Italia e in compagnia della dietista Lara Santini infine, fra il serio e il brusco impareranno a conoscere le etichette alimentari.
La domenica 2 sarà invece dedicato a tutto ciò che è slow con “la bottega dei sapori” e il laboratorio di tre formaggi Presidio Slow Food “Pecorino della Montagna Pistoiese” condotto da Giulio Malvezzi ed accompagnamento di Marmellata di Cipolla di Certaldo; la lezione di cucina sarà invece una creatura di Marco Mazzoni re dello zafferano delle colline fiorentine; mentre quella “di far spesa” sarà condotta da alcuni grandi chef che poi improvviseranno un piatto.
Dulcis in fundo l’evento clou del giorno: “Piatto d’artista” e il suo voler valorizzare lo stretto legame che esiste fra cucina e cultura. Sul palco a realizzare una sua ricetta sarà infatti Elisabetta Rogai nota pittrice fiorentina autrice di esclusivi quadri realizzati col vino.

Scorrendo il calendario del secondo week end di Boccaccesca ecco invece quasi in antitesi generazionale il trend contro la memoria.
Iniziamo da sabato 8 ottobre con il bugnato di Certaldo Alto a far da scenografia all'apericena un must dei nostri tempi declinato all'insegna della qualità con vino e champagne di ottima fattura, atmosfera da lounge bar cinque stelle e stuzzichini della tradizione toscana che, insieme alla musica condurranno giovani e non giovani in un viaggio modaiolo alla scoperta dei sapori genuini dato che ai fornelli dal pomeriggio ci saranno a garanzia Sara Conforti dell'Osteria del Vicario di Certaldo e Gennaro Napolitano chef manager a Firenze.


I sapori di una volta, la profondità di quei gusti vivi solo nella memoria delle nostre papille gustative torneranno in auge grazie alla rappresentazione rievocativa di quello che negli anni 50 e 60 era il cosiddetto “Pranzo della domenica”.
Ricordi quasi persi o mai frequentati dai più giovani che oltre a far riscoprire buon cibo fanno riscoprire anche sentimenti autentici e quella semplicità oggi troppo spesso dimenticati.
Un tuffo nel tempo con grandi chef amici di Boccaccesca e musica ovviamente dai ruggenti '60.
Concludiamo con i classici due appuntamenti annuali: il Premio Chichibio (sabato 8 ottobre) assegnato alle scuole alberghiere d'Italia e che ha già consegnato dalle scorse edizioni grandi chef emergenti premiati alle migliori cucine nazionali e il Premio Boccaccesca (domenica 9 ottobre) che come perfetto rappresentate dello spirito della manifestazione quest'anno verrà assegnato al cultore delle buone cose e divulgatore televisivo polemicamente toscano Beppe Bigazzi.
Molti buoni, ed è il caso di sottolineare il buoni, motivi per salire anche quest'anno a Certaldo Alto per Boccaccesca.
Nadia Fondelli

sabato 17 settembre 2011

Nel gioiello rinascimentale mugellano di Villa Le Maschere, oggi adibito a prestigioso resort, si battezza un’assoluta novità nel panorama del turismo gastronomico toscano.

In un settembre in cui, come ogni anno, è davvero difficile orientarsi fra le tante proposte di feste e sagre più o meno degne di visita sparse ovunque inToscana noi abbiamo scelto di suggerirvi qualcosa di nuovo a queste latitudini.

Per la prima volta infatti e in maniera assolutamente competente, cucina,storia, arte e musica si fondono in un calendario di appuntamenti da scoprirecon tutti i sensi dove la cultura e la tradizione della tavola accompagneranno menù esclusivi d’epoca fra musiche, costumi, notizie ed anedotti.

"Cibo arte e cultura" questo il nome della serie di appuntamenti proposti apartire da sabato 17 settembre e fino al 5 novembre al resort di Barberino diMugello che condurranno in maniera insolita e stimolante alla scoperta delle grandi tradizioni toscane turisti, curiosi, gastronauti e appassionati.

Un mix insolito che svela la Toscana e la sua grandezza nel mondo attraverso la tavola. Partendo dal cibo, prima e arcaica forma di cultura e tradizione che contrassegna un popolo e un’epoca, negli appuntamenti di Villa le Maschere si degusteranno antiche ricette e riscoprire le atmosfere dell’epoca di riferimento sotto la regia attenta di Elisa Marianini guida storica-culinaria che, fra una portata e l’altra, racconterà notizie, curiosità, usanze e anedotti.

S’inizia sabato 17 settembre alle ore 20,00 con la cucina medievale, ma nel corso della prima serata si guarderà anche al passato per scoprire la differenza con la cucina romana sia nell'uso del sedersi a tavola sia nei cibi proposti. Verranno illustrate le teorie di Ippocrate e Galeno e la"teoria dei quattro umori", i Tacuini sanitatis che illustrano lavita quotidiana nel Medioevo e le usanze alimentari raccontate attraverso le novelle del Sacchetti e del Boccaccio. Saranno infine illustrati i legami fra la cucina e grandi artisti quali Cimabue, Giotto, Donatello, Brunelleschi e il tutto con accompagnamento di musica medievale.

Si proseguirà con "I banchetti del Rinascimento (sabato 1 ottobre); "la cucina Artusiana" (sabato 22 ottobre) per poi chiudere con l’estro de "La cucina Futurista" (sabato 5 novembre).

Una bella novità per il turismo gastronomico, un modo insolito per conoscere il nostro passato in un ambiente splendido e noi saremo lì a raccontarvi le serate e raccogliere le impressioni dei gastronauti.

Il costo delle serate è di 50,00 euro a persona, con prenotazione obbligatoria.Per chi desidera infine partecipare a tutti gli appuntamenti, la serata del 29ottobre sarà offerta dall’hotel.

Per prenotarsi: Tel. 055847432

mercoledì 30 marzo 2011

Sabatini, 90 anni ….e non li dimostra…..


Fatidico compleanno per una istituzione della ristorazione italiana e fiorentina. Nato nel 1924 e inaugurato dalla Famiglia Sabatini, fu spostato negli attuali locali di via Panzani otto anni dopo, per l’inaugurazione della nuova grande Stazione di Santa Maria Novella ad opera dell’architetto Michelucci; e da allora è rimasto tutto immutato, il magnifico allestimento firmato dall’architetto Stigler che si servì degli arredi di una chiesa sconsacrata.

Alla fine del 1978 i Sabatini cedettero ad un gruppo di 5 ristoratori che hanno avuto l’acume di aprire in Giappone ben 3 “gemelli” Ristoranti Sabatini, e portare il brand, da una istituzione prettamente fiorentina ad un segmento di internazionalizzazione, conquistando riconoscimenti e attestati; fino ad arrivare ai nostri giorni con l’attuale gestione di Carlo Lazzerini e Claudio Schiavi, giovani ristoratori, ma ben consapevoli del senso preposto al piacere della tavola, quel gusto capace di riscoprire sapori perduti e di tentare il palato anche con il nuovo, per un insieme di valori che, anche attraverso la tavola, un popolo si tramanda, rinnovandoli continuamente, e che ne costituiscono l'identità culturale. A loro si  deve anche il merito di mantenere l’atmosfera, la raffinatezza ed infine….i piatti storici…. di questo monumento della nostra cultura italiana.
E per il compleanno di questo locale che celebra la sua storia, sembra di rivivere un intero secolo di personaggi che lo hanno frequentato, artisti, politici, imprenditori, attori, sportivi, un secolo di personaggi che hanno amato il nostro paese anche per quella  cultura che hanno assorbito dalle proposte di questa grande cucina, proposte che hanno avuto il plauso di personaggi come il Presidente Richard Nixon, il pianista Rubinstein, Ornella Muti, Alain Delon, i tennisti Connors e McEnroe , Enzo Ferrari, Fred Astaire, Pier Luigi Spadolini, Vittorio Gassmann e Ugo Tognazzi, Giorgio La Pira, Brigitte Bardot, Tirone Power e Linda Christian, Luigi Einaudi, Denzel Washington, il poeta Alfonso Gatto, Giorgio Saviane e mille altri, coinvolti emotivamente in questi attimi di vero piacere.
E se Vincenzo Sabatini potesse vedere oggi il cammino che il suo locale fatto in questi 90 anni, dall’affermazione del suo nome in campo internazionale e dalla continuazione della “sua filosofia” dell’accoglienza, non potrebbe che esserne fiero.


15 aspiranti cuochi in Chianti

Deve ancora terminare il corso di cucina e prodotti tipici del Chianti e ha già un ottimo impiego come aiuto chef in un noto ristorante fiorentino.
E’ il lieto fine della storia di un giovane disoccupato, ex operaio nel settore del cotto imprunetino, alla ricerca di un lavoro che ottiene frequentando un corso Cft Chianti Valdipesa.
Un ragazzo che scopre di avere talento ai fornelli mentre da allievo impara il mestiere del cuoco, nell’ambito del corso di cucina gratuito, proposto dal Centro di Formazione Territoriale Chianti Valdipesa e sostenuto dalla Provincia di Firenze. E come il giovane chiantigiano sono in molti tra i 15 partecipanti del percorso, finalizzato alla formazione di cuochi per agriturismo, strutture ricettive e ristoranti, ad alimentare la speranza di poter tradurre la propria passione in un’opportunità professionale.

Il corso, che si concluderà a breve, ha permesso agli iscritti, cittadini dei Comuni del Chianti in parte in cerca di occupazione, in parte interessati ad affinare competenze, di apprendere le tecniche ed acquisire gli strumenti necessari ad esercitare la professione.
Nei locali dell’agriturismo Massanera, messi a disposizione dal suo patron Carlo Cattaneo, uno stuolo di esperti del settore della ristorazione e dei prodotti tipici chiantigiani, da Mattia Barciulli e il suo team a Giovanni Montorselli Brachetti e Ivana Natali della Fattoria La Loggia, hanno condotto, ciascuno secondo il proprio ambito di conoscenza, un ampio ciclo di lezioni teorico-pratiche.

Hanno insegnato la preparazione di vari menù stagionali, dei fuori pasto, delle colazioni, della pasticceria e della panificazione. Ma, oltre alle tecniche di realizzazione di circa 100 piatti tipici della cultura culinaria chiantigiana, tra i quali la pappa al pomodoro, la panzanella, il peposo, lo stracotto del Chianti, le tartine, i fritti, i biscotti alle mandorle, gli aspiranti cuochi hanno potuto conoscere l’importanza della filiera corta, dell’utilizzo di prodotti tipici di qualità di origine chiantigiana.

Hanno appreso anche l’arte di apparecchiare la tavola e presentare i piatti. “Tipico, locale, genuino, di qualità: se potessi sintetizzare l’esperienza del nostro corso userei questa frase”. Sono le parole del presidente del Cft Chianti Valdipesa, Franco Agnoletti, che esprime soddisfazione per gli esiti del percorso di formazione. “L’iniziativa è si è rivelata una delle più impegnative  - commenta Agnoletti - sotto il profilo finanziario, abbiamo sostenuto la preparazione pratica di un centinaio di piatti ma i risultati ottenuti superano le nostre aspettative; credo che le persone, uomini e donne, che ripongono speranze ‘occupazionali’ in questo corso, non saranno deluse.

Abbiamo messo in campo le eccellenze del nostro territorio, professionisti che conoscono bene le tradizioni enogastronomiche del Chianti e saranno loro a giudicare il livello di apprendimento degli allievi, giunti al termine del corso, in occasione di una cena che li metterà per l’ultima volta alla prova”. Si tratta dell’esame conclusivo organizzato dal Cft Chianti Valdipesa nell’agriturismo Massanera, in programma venerdì 1 aprile alle ore 19,30. Saranno presenti gli assessori provinciali Elisa Simoni (Formazione) e Pietro Roselli (Agricoltura), il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini e gli assessori dei Comuni del Chianti Renzo Masi e Chiara Molducci (San Casciano), Lia Corsi (Tavarnelle Val di Pesa), Silvano Bandinelli (Barberino Val d’Elsa), Marcello Forni (Greve in Chianti), Marco Pistolesi (Impruneta). All’invito hanno aderito anche alcuni rappresentanti della Banca del Chianti fiorentino e Monteriggioni tra cui il presidente della Fondazione Paolo Bandinelli e il presidente e vicepresidente della Banca Paolo Corsi e Stefano Mecocci.

domenica 13 febbraio 2011

L'alta gastronomia protagonista a Firenze con il Premio Italia a Tavola


Il 12 febbraio a Firenze sono stati premiati i vincitori del sondaggio Personaggio dell'anno Elisa Isoardi ed Emanuele Scarello. A Sante Bonomo, Giorgio Tommasi, Raffaele Trovato e Luca Gardini sono stati invece consegnati gli Award di italia a Tavola e Oliovinopeperoncino per il loro impegno nel settore

Al Luxury Hotel Four Seasons si è svolta la serata di gala del Premio Italia a Tavola. Grazie alle votazioni degli internauti, Elisa Isoardi, conduttrice di Linea Verde, ed Emanuele Scarello, cuoco del ristorante Agli Amici di Udine e presidente dei Jeunes restaurateurs d’Europe (Jre), hanno conquistato il titolo di Personaggio dell’anno per l’enogastronomia e la ristorazione ed hanno ricevuto la scultura realizzata dall'artista bresciano Roberto Guarnieri.

In occasione dell’elegante opening al prestigioso J.K.Place e del Gran Gala di Firenze, non sono stati gli unici due premiati: sono state assegnate infatti anche delle menzioni speciali per riconoscere il ruolo fondamentale di chi ha contribuito alla realizzazione di progetti innovativi per il settore, gli “Award 2010 Italia a Tavola - Oliovinopeperoncino”, attribuiti dalle due testate a quanti hanno trasformato delle idee brillanti e innovative in iniziative di successo valorizzando territori e prodotti e garantendo nuove occasioni di sviluppo del settore.

Il riconoscimento, una scultura in vetro e cristallo riciclato del maestro Carlo Baldessari di Modena, è stato assegnato dalle direzioni delle due testate ai presidenti dei consorzi dei vini del Garda Classico e del Bardolino, Sante Bonomo e Giorgio Tommasi, per il progetto “Italia in rosa”, e a Raffaele Trovato per il progetto Ifse di Torino.

Sempre in questo ambito è stato assegnato anche l’Award Italia a Tavola - Oliovinopeperoncino che riconosce un personaggio under 30 che ha saputo valorizzazione la sua professione nel corso dell’anno. Il premio è per Luca Gardini, miglior sommelier del mondo Wsa.

Fabrizio Del Bimbo

mercoledì 2 febbraio 2011

Roberto e Massimo Lodovichi vincono il Premio Nazionale Boscovivo 2011


La città di Arezzo premia e valorizza i suoi “figli” più illustri nel settore dell’enogastronomia. Giovani allievi delle scuole alberghiere, cuochi di fama, imprenditori, leader del settore a raccolta nella splendida cornice della Sala dei Grandi, cuore della provincia. Il premio Tarlati ha radunato intorno a sé personalità illustri quali Filippo La Mantia, Anna Moroni, Paolo Caldana presidente F.I.C., Claudio Sottili, solo alcuni della lunga lista dei premiati.

Un momento speciale, è stato il conferimento del Premio Nazionale Boscovivo alla IV edizione, consegnato da Alfredo Landucci, Patron dell’azienda leader nel settore dei tartufi e delle specialità alimentari aretine e toscane.

A ricevere il premio Massimo e Roberto Lodovichi titolari della Lodovichi Ristorazione di Monte san Savino “esempio di professionalità ed eccellenza nel promuovere l'arte culinaria aretina in Italia e nel mondo”.
Questi chef aretini furono scelti da me nel lontano ’92 in occasione del primo convegno Boscovivo - dichiara Landucci- per interpretare piatti locali con i nostri prodotti. Allora giovani nella professione, oggi possono essere sicuramente annoverati tra i portabandiera di Arezzo nel mondo.
La cerimonia si è svolta lunedì 31 gennaio, durante la cena di gala offerta dall’Associazione Cuochi Arezzo.


In passato, Aretini eccellenti hanno ricevuto il Premio Nazionale Boscovivo come il Prof.Enzo Boschi, sismologo di fama internazionale e il Prof. Armando Cherici, insigne studioso in etruscologia e archeologia italica.Per la sezione giornalismo, i premi sono stati assegnati a giornalisti di enogastronomia di fama nazionale come il Dott. Angelo Tondini, Dott. Pasquale Palma, Prof. Roberto Vitali e Dott. Giuseppe Nardelli.
La storia della Boscovivo ha avuto alcune tappe “culturali” fondamentali quali le collaborazioni con le Università Italiane ( nei nostri laboratori si sono laureati 10 studenti) e l’organizzazione di storici convegni a partire dal’92. Ricordiamo “La cucina francese ha origini Toscane?”, in cui si documentano le origini aretine di noti piatti francesi tra cui la trecentesca Zuppa Tarlati esportata in Francia grazie ai Medici. E ancora ”La Chianina Razza Suprema”, primo convegno in assoluto di riabilitazione della pregiata razza nostrana e il convegno “Vittorio Fossombroni e la Valdichiana”, storia della nostra bonifica. Tutti argomenti riportati alla ribalta da Boscovivo, e oggi di dialogo comune. Ultimo il convegno di quest’autunno alla fiera Agri&tour, “I tartufi Boscovivo, presentati dal ristorante Podere Il Riccio”

Nicoletta Curradi

martedì 1 febbraio 2011

Successo per il Premio Caterina dei Medici 2911


"Caterina de’ Medici era una donna che ha avuto l’intelligenza di valorizzare l’arte e la cultura ma che ha considerato il cibo parte integrante dell’arte e della cultura. Il cibo non è qualcosa da mettere da parte, di serie B: per l’identità di questa città è fondamentale la bellezza dell’arte e della cultura. Il cibo, l’enogastronomia, la qualità del nostro vivere sono un pezzo fondamentale della scommessa per la Firenze del futuro".

Con queste parole il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha aperto il Premio Caterina de’Medici, il nobel dell’enogastronomia che ieri mattina ha premiato nel Salone dei Cinquecento i professionisti che si sono distinti per creatività e competenza in questo settore.

Il riferimento storico è Caterina de’Medici, futura regina di Francia, che andando in sposa appena quattordicenne a Enrico II duca d’Orleans, fu seguita da uno stuolo di cuochi e servitori grazie ai quali riuscì ad esportare la cucina italiana. Per questo, fin dal 1975, l’Unione Regionale Cuochi Toscani decise di dedicare a questa donna un Premio internazionale, di cui l’attuale presidente Franco Mariani e il segretario generale della manifestazione Angelo Mazzi sono particolarmente fieri.

La presente edizione è nata in collaborazione tra l’Associazione Cuochi di Firenze, Arezzo e Siena e il Consiglio Regionale, con il Patrocinio della Regione Toscana, dei Comuni, delle Province, della Camera di Commercio di Firenze e di Arezzo, del Corpo Consolare di Firenze.

L’assessore all’educazione Rosa Maria Di Giorgi, che ha presieduto all’evento, ha rivolto il suo discorso principalmente agli studenti delle scuole alberghiere presenti (L’Istituto Datini di Prato e l’Istituto di Borgo San Lorenzo): «Il nostro lavoro sulla qualità, sull’eccellenza delle cucina e la bellezza del cibo comincia con i bambini delle scuole materne; la formazione dei nostri insegnanti viene dedicata anche al rapporto con il cibo e a come sia possibile abituare i bambini a sceglierlo ed amarlo. L’obiettivo è quello di educare i nostri ragazzi alla buona cucina, anche attraverso l’attenzione particolare che dedichiamo alla refezione scolastica nei nostri istituti».

Non a caso, la maggior parte dei saluti dei premiati durante la cerimonia è stata rivolta ai ragazzi presenti, con le loro divise e berrette bianche, a loro, che sono il futuro; come ha sostenuto lo chef e docente Marco Valletta, che ha ricevuto il premio per l’Insegnamento, «l’insegnamento parte dalla testa, arriva al cuore e solo alla fine alle mani. Grazie al lavoro assieme ai giovani non si invecchia mai e attraverso di loro, che dovranno fare ancora meglio e diventare più bravi di noi, ci ricreiamo ogni volta».

Il parterre dei premiati, magistralmente presentato dal cerimoniere di Palazzo Vecchio, Graziano Piccardi, è stato di altissimo livello: presente il Presidente mondiale della Wacs, Gissur Gudmundsson, che ha ricevuto il premio per la Valorizzazione dei Cuochi nel Mondo; Davide Cassi, docente di fisica della materia all'università di Parma e ricercatore della gastronomia molecolare, premiato per la Ricerca Scientifica Alimentare, che ha spiegato come il termine "molecolare" abbia spesso inorridito l’opinione pubblica, quando invece nel trattato della gastronomia molecolare stilato dai cuochi è sinonimo di buona cucina, di pietanze gustose e semplici, assolutamente genuine e con un apporto minore di grassi.

Filippo La Mantia, che prima di diventare uno chef molto conosciuto era un foto reporter, ha ricevuto il premio come Maestro di Cucina Nazionale ed è stato ricordato per la sua teoria dell’utilizzo di limoni e agrumi per cucinare, da buon siciliano, al posto di aglio e cipolla, che coprono i sapori. Il premio di Maestro di Cucina Regionale è stato assegnato ad uno dei fondatori dell'Urct, il cuoco senese Mario Neri, mentre quello di Pasticcerie e Panificazione al pistoiese Pegoraro Gastone.

Il premio per la Diffusione Radiotelevisiva della Cucina Italiana è stato assegnato alla star indiscussa della Trasmissione La prova del cuoco di Rai Uno, una emozionatissima Anna Moroni, la nonna-cuoca, che ha detto: «per una semplice casalinga come me, il premio sarà motivo di orgoglio per i miei nipotini».

Tra i volti, ma anche tra le voci note - dato che per anni è stato protagonista di Radio Montecarlo - Claudio Sottili, impegnato nella conduzione di fortunate trasmissioni televisive di cucina, come Aspettando il Tg, su Italia 7, ha ricevuto il premio di Conduttore Televisivo Enogastronomico. Enza Cangi, ha ricevuto al posto del padre, il Premio per la Divulgazione della Cucina Italiana nel Mondo alla memoria di Gianpaolo Cangi, instancabile ambasciatore e promotore della cucina italiana, che ha speso la sua vita al servizio di questo settore.

Inoltre, essendo l'Urct promotrice di altri importanti premi, in occasione del Caterina de'Medici, viene consegnato, da tre anni, anche il Premio letterario in memoria di Renato Ramponi, fondatore dell'Unione Regionale Cuochi; in questa edizione è stato assegnato allo chef Fabio Tacchella, General Manager della Nazionale Italiana Cuochi, per avere scritto interessanti trattati sulla cucina.

Il Presidente Nazionale della Federazione Italiana Cuochi, Paolo Caldana, ha ricevuto il Premio Caps Amicis Album, dedicato alla figura del maestro e amico Rinaldo Drago, fautore della solidarietà e amicizia tra le berrette bianche, recentemente scomparso. Prima della cerimonia, si è svolta la Rievocazione Storica della partenza di Caterina de’ Medici, con i figuranti del Calcio Storico Fiorentino, che hanno suonato le loro chiarine anche durante la premiazione nel Salone dei Cinquecento, quando ogni insignito ha ricevuto il collare viola con la medaglia del Caterina.

Dopo la cerimonia, è seguito un buffet nel Palazzo Panciatichi di via Cavour, sede della Regione di Firenze, dove gli insigniti hanno ricevuto il saluto del consigliere Marco Carraresi.

La manifestazione si è poi spostata ad Arezzo, la città ospite dei premiati, che già aveva iniziato i festeggiamenti del Caterina la sera precedente, con la cena di benvenuto di tutti gli insigniti, i tutor e le delegazioni presenti, nel ristorante "Il Torrino" di Arezzo, con tema "La Chianina in tavola", organizzata dall’Associazione Cuochi di Arezzo e Siena.

I Cuochi di Arezzo hanno accolto i premiati con un programma intenso e con manifestazioni degne dell’alto livello dei presenti: dopo la visita ai famosi affreschi della Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca nella chiesa di San Francesco, si è svolta un’altra cerimonia di benvenuto nella Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, che ha raggiunto momenti di grande commozione nel ricordare lo chef Rinaldo Drago.

Presentati dai suoni delle chiarine dei Musici della Giostra del Saracino, sono stati premiati tre chef aretini, per la loro lunga e prestigiosa carriera professionale oltre che per il loro ruolo primario svolto all'interno dell'Associazione Cuochi di Arezzo: Domenico Gregori, Piero Lapini e Franca Senesi. Sono seguiti riconoscimenti anche a quattro scuole alberghiere del territorio, quelle di Caprese Michelangelo, Le Capezzine di Cortona, Figline Valdarno e Chianciano Terme.

Sotto le Logge Vasari di Piazza Grande è seguito uno spettacolare aperitivo in collaborazione con l'Associazione Panificatori di Arezzo, allietato dagli sbandieratori di Arezzo e dai figuranti di Firenze. La serata si è conclusa con una cena di Gala presso il ristorante Doccia di Rondine, curato dal Team dell'Associazione Cuochi di Arezzo, alla quale hanno partecipato tutti i presidenti delle Associazioni Cuochi della Toscana.

A tutti i premiati del Caterina de Medici è stato consegnato il prestigioso premio "Guido Tarlati", premio che solitamente si svolge ad Arezzo alla fine di gennaio, in onore del vescovo aretino vissuto alla fine del 1300 che inventò la famosa zuppa di pollo Tarlati, e che quest’anno è stato eccezionalmente gemellato con il Premio Caterina de’Medici.



Fabrizio Del Bimbo